La Cassazione in tema di “spese forfettarie” – Cass. Pen. 43143/2013

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 28 Ottobre 2013

Cassazione Penale, Sez. II, 22 ottobre 2013 (ud. 17 luglio 2013), n. 43143
Presidente Petti, Relatore Beltrami

Depositata il 22 ottobre 2013 la pronuncia numero 43143 della Suprema Corte.

La seconda sezione penale della Corte di cassazione (sulla scia della giurisprudenza civile: Sez. un. civ., sentenza n. 17405 del 2012) ha ribadito che le spese processuali sostenute dalla parte civile devono essere liquidate secondo i nuovi parametri introdotti dal d.m. 20 luglio 2012, n. 140, ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate.

Inoltre, preso atto che l’art. 13, comma 10, della l. 31 dicembre 2012, n. 247 ha reintrodotto il diritto alla corresponsione di “(…) una somma per il rimborso delle spese forfettarie”, la cui misura massima sarà determinata da un emanando decreto del Ministro della Giustizia, ha ritenuto che, fino a quando non sia emanato tale decreto, la predetta disposizione deve ritenersi in concreto non operante.

Le spese sostenute dalla parte civile costituita vanno, pertanto, allo stato liquidate con riguardo ai soli compensi, esborsi documentati rimborsabili ed accessori di legge (IVA e CPA), mentre non è dovuto il rimborso delle “spese forfettarie”.

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