La prova dell’esistenza di un’associazione terroristica: alcune riflessioni sul requisito del “passaggio all’azione” nella fattispecie ex art. 270-bis c.p.

Articolo scritto da Giulio Luciani il 14 Febbraio 2014

Cassazione Penale, Sez. II, 18 dicembre 2013, (ud. 28 novembre 2013), n. 51127
Presidente Petti, Relatore Casucci, P. G. Volpe

La Cassazione affronta l’insidiosa questione della prova dell’associazione terroristica, portando avanti un discorso in cui si intrecciano osservazioni di diritto sostanziale – riconnesse alla formulazione poco efficace dell’art. 270-bis c.p. e problematiche di diritto processuale.

Il presente commento vuole ripercorrere brevemente l’iter della decisione della Suprema Corte, estrapolandone alcuni passi non del tutto lineari, come la necessaria dimostrazione, ai fini dell’integrazione della fattispecie richiamata, del c.d. requisito del “passaggio all’azione” da parte dell’associazione criminale.

La pronuncia presenta profili di interesse anche per l’interpretazione che i giudici di legittimità hanno fornito dell’art. 649 c.p.p. e del divieto del ne bis in idem processuale. Una soluzione forse poco chiara, nei termini in cui è stata resa nella parte motiva della sentenza, ma in linea con un orientamento che, soprattutto nella ricostruzione probatoria dei reati associativi, è andato sempre più consolidandosi.

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