Furto: limiti alla configurabilità dell’aggravante della esposizione dei beni alla pubblica fede in presenza di videosorveglianza

Articolo scritto da Luca Di Giorgi il 1 Agosto 2014

Cassazione Penale, Sez. V Penale, 18 aprile 2014 (ud. 24 ottobre 2013), n. 17407
Presidente Marasca, Relatore Micheli, P.G. Cedrangolo

Depositata il 18 aprile 2014 la pronuncia numero 17407 in tema di furto aggravato ex art. 625 co. 1, n. 7, c.p.

Con la presente pronuncia, la suprema Corte è tornata a delineare i confini in ordine alla configurabilità della circostanza aggravante dell’esposizione dei bei beni alla pubblica fede in presenza di sistemi di videosorveglianza.

Il principio di diritto enunciato può essere così sintetizzato:

In tema di furto, l’aggravante della esposizione dei beni alla pubblica fede, di cui all’art. 625 co. 1, n. 7, c.p., non viene esclusa sic et simpliciter dalla presenza di un sistema di videosorveglianza, non costituendo quest’ultimo di per sé difesa idonea ad impedire la consumazione dell’illecito attraverso un immediato intervento ostativo.

Per la esclusione della aggravante de qua, sarà pertanto necessario l’esercizio di una diretta e continua custodia sui beni da parte del proprietario o di personale addetto alla vigilanza, non rilevando in tal senso la presenza di commessi addetti alla vendita – e quindi occupati anche a servire i clienti di un esercizio commerciale – la cui funzione di vigilanza è soltanto accessoria e non presenta quel carattere della permanenza, tale da consentire di ritenere che i beni oggetto della custodia non siano mai usciti dalla sfera di signoria e controllo da parte del titolare o dei soggetti da lui preposti al servizio di vigilanza e sicurezza.

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