ANAC e il Ministero della Salute siglano accordo per la cooperazione in tema di corruzione

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 22 Aprile 2016

ANAC

Dopo l’accordo sottoscritto con l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF), in data 21 aprile 2016 l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), nella persona del proprio presidente Raffaele Cantone, ha sottoscritto un novo protocollo d’intesa con il Ministero della Salute, nella persona del Ministro Beatrice Lorenzin, volto a tutelare la trasparenza e l’integrità dell’amministrazione pubblica con la creazione di una “task force” di controllo anticorruzione.

Il protocollo riguarda in special modo:

  • Collaborazione e verifica congiunta. Un impegno reciproco a collaborare, al fine di condurre in maniera condivisa e congiunta attività di verifica, controllo e valutazione anche sul campo, avvalendosi dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), circa la corretta e completa implementazione da parte delle aziende sanitarie e degli enti assimilati del Servizio Sanitario Nazionale delle raccomandazioni e degli indirizzi per la predisposizione ed attuazione dei Piani di prevenzione della corruzione (PTPC).
  • Registro del personale ispettivo. Creazione presso ANAC di un Registro del personale ispettivo a supporto delle attività di verifica dei Piani Triennali, di competenza di ANAC, cui la stessa possa attingere al fine di coadiuvare il proprio personale ispettivo nel monitorare il grado di attuazione ed implementazione delle misure di trasparenza ed integrità e di prevenzione della corruzione da parte degli enti del Servizio Sanitario Nazionale in conformità al PNA – sezione sanità.
  • NuOC. Istituzione di un gruppo di lavoro paritetico, denominato Nucleo operativo di coordinamento (NuOC), composto rispettivamente da tre rappresentanti del Ministero della Salute, di ANAC e di AGENAS.

Sono, infine, previste regole in tema di confidenzialità e segretezza delle informazioni scambiate sia a fini istruttori che di tutela della riservatezza personale; il protocollo avrà durata di 36 mesi, salva la possibilità di recesso esercitabile dalle parti.

Viene data «attuazione – così ha dichiarato il Ministro Lorenzin – alla parte relativa ai controlli, perché il rischio è che le norme non abbiano applicazione nei territori. La task force, composta da Carabinieri dei Nas e ispettori del Ministero e dell’Anac, ha proprio l’obiettivo di verificare che i protocolli anticorruzione siano applicati; non vuole essere una fase repressiva ma di prevenzione. Dobbiamo cambiare l’approccio culturale perché a volte non c’è neppure consapevolezza che non si stiano rispettando le regole o che ci siano comportamenti lesivi».

«I controlli non saranno casuali – ha sostenuto il Presidente Cantonema si seguirà una logica, puntando ad esempio alle realtà caratterizzate da un maggior numero di appalti e criticità. Ci baseremo su banche dati e considereremo ad esempio, elementi come il grande numero di proroghe e procedure negoziate. Le ispezioni saranno però “intelligenti” e non casuali. La sanità è particolarmente sensibile, ma all’interno del settore ci sono le condizioni per cambiare».

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