Concorso esterno e associazione per delinquere (art. 416 c.p.): la parola alle Sezioni Unite

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 19 Maggio 2016

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Cassazione Penale, Sez. I, ud. 13 maggio 2016, notizia di decisione n. 10/2016
Presidente Vecchio, Relatore Bonito, P.G. Fodaroni (concl. diff.)

Segnaliamo la decisione con cui è stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema di concorso esterno e associazione per delinquere (art. 416 c.p.):

«se sia configurabile il cd. concorso esterno nel delitto di associazione per delinquere di cui all’art. 416 c.p.».

Tra le decisioni più recenti in senso favorevole alla configurabilità del concorso esterno nella associazione per delinquere non di stampo mafioso, si veda Cass. pen. Sez. II, 29-11-2012, n. 47602 (rv. 254105), secondo cui «in tema di associazione per delinquere, perchè assuma rilevanza la condotta individuale, occorre l’esistenza del “pactum sceleris”, con riferimento alla consorteria criminale, e dell’ “affectio societatis”, in relazione alla consapevolezza del soggetto di inserirsi in un’associazione vietata. E’ punibile, pertanto, a titolo di partecipazione, colui che presti la sua adesione e il suo contributo all’attività associativa, anche per una fase temporalmente limitata. Risponde, invece, a titolo di concorso nel reato associativo il soggetto che, estraneo alla struttura organica del sodalizio, si sia limitato anche ad occasionali prestazioni di singoli comportamenti aventi idoneità causale per conseguimento dello scopo sociale o per il mantenimento della struttura associativa, avendo la consapevolezza dell’esistenza dell’associazione e la coscienza del contributo che ad essa arreca».

Tra le pronunce in tema di concorso esterno (in associazione mafiosa) ricordiamo la sentenza del GIP del Tribunale di Catania dello scorso febbraio, la sentenza della Corte di Appello di Caltanissetta con cui è stata dichiarata infondata la richiesta di revisione presentata da Bruno Contrada nonché la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale per violazione del principio di legalità.

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