Millantato credito e traffico di influenze illecite. Una trama già scritta: i “gemelli” diversi e quell’ ”attimo sfuggente”.

Articolo scritto da Stefania Treglia il 25 Maggio 2016

in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 5 – ISSN 2499-846X

La recente legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge Severino) nonostante si sia “autoeletta” «una normativa organica tesa ad implementare l’apparato preventivo e repressivo contro la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione», nasce –a dir il vero – già come una “riforma da riformare”.

Difatti, sebbene la stessa rappresenti, da un lato l’adempimento da parte dello Stato italiano a specifici  obblighi di incriminazione di carattere internazionale e, dall’altro, il veicolo di recepimento di un ormai risalente dibattito interpretativo sulla opportunità di colmare il preesistente vuoto di tutela che aveva determinato, nella prassi, un uso distorto della fattispecie di millantato credito di cui all’art. 346 cod. pen.,  ha da subito mostrato l’incapacità del legislatore riformante di intervenire in maniera coerente ed efficiente in un settore così complesso, sollevando non pochi dubbi e perplessità.

Il presente contributo, dunque, – che non ha affatto la pretesa di esaurire l’analisi dell’intero impianto dei reati contro la pubblica amministrazione -,  costituisce un semplice spunto riflessivo per meglio orientarsi tra le diverse questioni interpretative che hanno coinvolto, in particolare, la quanto mai attuale  fattispecie di traffico di influenze illecite di cui all’art. 346–bis cod. pen. a soli pochi anni dall’entrata in vigore della relativa disciplina.

Come citare il contributo in una bibliografia:
S. Treglia, Millantato credito e traffico di influenze illecite. Una trama già scritta: i “gemelli” diversi e quell’ ”attimo sfuggente”, in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 5

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