Denuncia dei rischi connessi all’installazione occulta di virus informatici su smartphone e tablet per finalità di indagine penale (Università di Torino)

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 29 Luglio 2016

torino

Segnaliamo la pubblicazione del documento dal titolo “Denuncia dei rischi connessi all’installazione occulta di virus informatici su smartphone e tablet per finalità di indagine penale” redatto dai docenti di Procedura Penale dell’Università degli Studi di Torino.

Si riporta di seguito il contenuto del documento:

I sottoscritti Docenti Universitari di Diritto,

– preso atto della recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione che ha ritenuto legittima, sia pure a determinate condizioni, l’installazione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili per svolgere attività di indagine che incidono sul nucleo più profondo della vita privata degli individui (intimità del domicilio, libertà e segretezza delle comunicazioni, diritto alla privacy);
– considerato che né il vigente codice di procedura penale né altre leggi autorizzano l’uso di simili strumenti di indagine, e che gli artt. 14 e 15 della Costituzione e l’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo richiedono una specifica previsione di legge per ogni violazione dell’intimità domiciliare e della segretezza delle comunicazioni, nonché per ogni ingerenza dell’autorità pubblica nella vita privata e familiare degli individui;
– consapevoli della necessità di contrastare la criminalità, in particolare quella organizzata e terroristica, con i più sofisticati strumenti di indagine,

osservano con preoccupazione

– come l’impiego di tali mezzi di intrusione informatica venga legittimato in sede giurisprudenziale attraverso interpretazioni estensive in una materia governata da un rigido principio di tassatività;

auspicano pertanto

– che, ove i suddetti strumenti siano ritenuti indispensabili per l’accertamento di gravi reati, il legislatore intervenga con specifiche disposizioni a regolare la materia nell’adeguato bilanciamento dei principi costituzionali e convenzionali coinvolti“.

Il documento è disponibile, per le adesioni, sul sito dell’Università di Torino.

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