La prima condanna della Corte Penale Internazionale per delitti contro l’amministrazione della giustizia

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 19 Ottobre 2016

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International Criminal Court,
Judgment pursuant to Article 74 of the Statute, 19 october 2016
The Prosecutor v. Jean-Pierre Bemba Gombo, Aimé Kilolo Musamba, Jean-Jacques Mangenda Kabongo, Fidèle Babala Wandu and Narcisse Arido

Nella giornata di oggi 19 ottobre, la Trial Chamber VII della Corte Penale Internazionale ha emesso e depositato la sentenza relativa al caso The Prosecutor v. Jean-Pierre Bemba Gombo, Aimé Kilolo Musamba, Jean-Jacques Mangenda Kabongo, Fidèle Babala Wandu and Narcisse Arido, condannando i cinque imputati per delitti contro l’amministrazione della giustizia ai sensi dell’art. 70 dello Statuto di Roma.

Tali illeciti furono commessi nel corso dell’altro processo nei confronti di Jean-Pierre Bemba Gombo, ex Vice-Presidente della Repubblica Democratica del Congo e leader politico, che il 21 marzo 2016 era stato condannato per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Questa Rivista si è già occupata di questo primo processo in occasione delle decisioni di condanna e di determinazione della pena.

Per ciò che riguarda il procedimento oggi definito in primo grado, Jean Pierre Bemba, insieme a  Kilolo e Mangenda, membri del collegio difensivo che lo assisteva nel processo principale, è stato ritenuto colpevole, ai sensi dell’art. 70 dello Statuto di Roma, di aver intenzionalmente influenzato, tramite atti corruttivi, le dichiarazioni di numerosi testimoni della difesa e di aver prodotto prove false in giudizio. Babala, alleato politico di Bemba nel Parlamento congolese, e Arido, potenziale testimone della difesa, sono anch’essi stati condannati per la corruzione di alcuni testimoni in favore dell’imputato.

Si tratta del primo caso di condanna per delitti di corruzione in atti giudiziari pronunciata dalla Corte Penale Internazionale.

La pena da infliggere ai colpevoli sarà determinata in una separata pronuncia della Camera e potrà consistere in una pena detentiva non superiore ai cinque anni e/o in una pena pecuniaria.

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