Inseguimento vs perseguimento: l’incerto perimetro della flagranza impropria

Articolo scritto da Matteo Riccardi il 21 dicembre 2016

in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 12 – ISSN 2499-846X

ag2015_02_d0

Cassazione Penale, Sezioni Unite, 21 settembre 2016 (ud. 24 novembre 2015), n. 39131
Presidente Marasca, Relatore Davigo

Il presente contributo analizza la recente sentenza con cui le Sezioni Unite hanno definito l’ambito applicativo dell’istituto dell’arresto in flagranza e, nella specie, del presupposto della quasi flagranza (o flagranza impropria).

La pronuncia della Corte, nel dettaglio, ha risolto un contrasto interpretativo sorto in relazione alla fattispecie dell’inseguimento, rientrante fra le ipotesi legislativamente previste di quasi-flagranza di cui all’articolo 382 c.p.p., sotto il profilo della rilevanza da attribuire all’eventuale acquisizione da parte della polizia giudiziaria di dichiarazioni “accusatorie” che consentano l’individuazione e l’apprensione del soggetto indiziato.

La soluzione elaborata dalla Corte fornisce lo spunto per alcune riflessioni sui rapporti tra misure precautelari e garanzie del procedimento penale alla luce dei principi costituzionali in materia di libertà personale.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Riccardi, Inseguimento vs perseguimento: l’incerto perimetro della flagranza impropria, in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 12

Parole chiave: ,

Categorie: ARTICOLI, CONTRIBUTI, Dalle Sezioni Unite, DIRITTO PROCESSUALE PENALE, IN PRIMO PIANO