Presunzioni legali e onere della prova nel processo penale

Articolo scritto da Francesco Caporotundo il 24 Gennaio 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 1 – ISSN 2499-846X

Il diritto di cittadinanza delle presunzioni legali nel processo penale è stato fortemente posto in discussione, posto che esse potrebbero determinare un’inversione dell’onere della prova incompatibile con la presunzione di non colpevolezza, stabilita dal 2° comma dell’art.27 Cost. e dall’art. 6 CEDU, oltre che dall’art. 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici: infatti, posto che il thema probandum del processo penale è la colpevolezza dell’imputato, gli elementi fondanti la sua responsabilità penale dovrebbero essere provati (uno per uno) al di là di ogni ragionevole dubbio, senza possibilità di semplificazioni dell’accertamento che possano gravare l’imputato dell’onere di dimostrare la propria innocenza.

Orbene, per esaminare il ruolo delle presunzioni legali all’interno dell’accertamento della responsabilità penale, sembra necessario domandarsi, in primo luogo, se si possa correttamente parlare di onere della prova, oltre che all’interno del processo civile, anche in quello penale: solo una volta affrontata tale questione, sarà possibile verificare se le presunzioni legali ne determinino un’inversione e, in caso di risposta positiva, se la stessa sia o meno compatibile con i principi costituzionali.

Come citare il contributo in una bibliografia:
F. Caporotundo, Presunzioni legali e onere della prova nel processo penale, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 1

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