Sulla sussistenza della aggravante dell’aver commesso il fatto alla presenza di un minore

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 19 marzo 2017

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Cassazione Penale, Sez. I, 14 marzo 2017 (ud. 2 marzo 2017), n. 12328
Presidente Di Tommasi, Relatore Aprile

Depositata il 14 marzo la pronuncia n. 12328 della Prima Sezione della Corte di Cassazione relativa all’ambito di applicabilità della circostanza aggravante di cui all’art. 61 n. 11 quinquies c.p. (l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale nonché nel delitto di cui all’articolo 572, commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza).

I giudici hanno affermato che, nel caso di delitto commesso alla presenza di minori,  l’aggravante in questione sussiste «tutte le volte che il minore degli anni diciotto percepisca la commissione del reato, anche quando la sua presenza non sia visibile all’autore del reato, se questi, tuttavia, ne abbia la consapevolezza ovvero avrebbe dovuto averla usando l’ordinaria diligenza».

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