Una nota sull’aggravante della cd. violenza assistita: è sufficiente che il minore percepisca il fatto di reato

Articolo scritto da Mariangela Telesca il 12 Aprile 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 4 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. I, 14 marzo 2017 (ud. 2 marzo 2017), n. 12328
Presidente Di Tommasi, Relatore Aprile

L’Autrice commenta la pronuncia  n. 12328 della Prima Sezione della Corte di Cassazione relativa all’ambito di applicabilità della circostanza aggravante di cui all’art. 61 n. 11 quinquies c.p. (l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale nonché nel delitto di cui all’articolo 572, commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza).

I giudici hanno affermato che, nel caso di delitto commesso alla presenza di minori,  l’aggravante in questione sussiste «tutte le volte che il minore degli anni diciotto percepisca la commissione del reato, anche quando la sua presenza non sia visibile all’autore del reato, se questi, tuttavia, ne abbia la consapevolezza ovvero avrebbe dovuto averla usando l’ordinaria diligenza».

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Telesca, Una nota sull’aggravante della cd. violenza assistita: è sufficiente che il minore percepisca il fatto di reato, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 4

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