La Corte europea dei diritti dell’uomo: interruzione del trattamento di sostegno e miglior interesse del paziente incapace ad esprimere il consenso. Il caso Charlie

Articolo scritto da Rosario Andrea Mirante il 3 agosto 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 7-8 – ISSN 2499-846X

II presente contributo ripercorre le decisioni adottate dalle Corti anglosassoni nel caso che ha interessato Charles Gard. La vertenza, come noto, ha avuto grande risonanza mediatica ed è stata oggetto di ricorso presso la Corte dei diritti dell’uomo. In questo articolo ci si propone di riportare i punti salienti della decisione dei giudici di Strasburgo e di tracciare, in breve, un’analisi comparatistica riguardo la presunzione del rifiuto al trattamento sanitario, ovvero in ordine alla decisione del tutore di interrompere le cure.

In questi contesti si osserva che assurge ad elemento dirimente il concetto di best interest a discapito del rifiuto del paziente, vero o presunto, che inevitabilmente tende ad avere, nel caso di specie, un ruolo inconsistente. La complessità delle scelte bioetiche, soprattutto nei casi di pazienti in stato vegetativo o assolutamente incapaci di comunicare con l’esterno non permette spesso scelte diverse.

Tuttavia nel ramo penale, è lecito chiedersi se tale evoluzione della giurisprudenza avrà o meno un impatto sulla scriminante dell’adempimento del dovere. Infatti, se la giurisprudenza interna ha fondato il proscioglimento del personale medico sulla base del rifiuto presunto alla continuazione del trattamento salvifico da parte dell’avente diritto, tale approccio non potrà essere proseguito in un eventuale caso interno simile a quello che ha interessato Charles Gard, attesa l’evidente oggettivazione del consenso che ha fondato le decisioni che si sono espresse.

Come citare il contributo in una bibliografia:
R. A. Mirante, La Corte europea dei diritti dell’uomo: interruzione del trattamento di sostegno e miglior interesse del paziente incapace ad esprimere il consenso. Il caso Charlie, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 7-8

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