Ricorso del Ministero avverso provvedimenti del Tribunale di sorveglianza ai sensi degli artt. 35-bis e 35-ter O.P. e condanna al pagamento delle spese processuali: rimessa una questione alle Sezioni Unite

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 22 agosto 2017

Cassazione Penale, Sez. I, 28 luglio 2017 (ud. 21 luglio 2017), n. 37793
Presidente Di Tomassi, Relatore Novik

In tema di ricorsi avverso i provvedimenti emessi dal Tribunale di sorveglianza ai sensi degli artt. 35-bis (Reclamo giurisdizionale) e 35-ter (Rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati) Ord. Pen., segnaliamo l’ordinanza con cui la prima sezione della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite una questione circa la qualità rivestita dal Ministero della Giustizia e dal Direttore del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria nel processo e, in particolare, se sia o meno applicabile l’art. 616 c.p.p. che, in caso di inammissibilità o di rigetto del ricorso, prevede la condanna alle spese del procedimento e al pagamento di una somma da Euro Euro 258 a 2065 della parte privata che lo ha proposto.

E’ stata dunque rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione: ««Se il Ministero della Giustizia, che ricorre avverso provvedimento del Tribunale di sorveglianza emesso ai sensi degli artt. 35-bis e 35-ter Ord. Pen., possa essere condannato al pagamento delle spese processuali, ed eventualmente al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende, nel caso di rigetto o di declaratoria d’inammissibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 616 c.p.p.».

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