Caso Contrada: depositate le motivazioni della Cassazione

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 21 settembre 2017

Cassazione Penale, Sez. I, 20 settembre 2017 (ud. 6 luglio 2017), n. 43112
Presidente Di Tomassi, Relatore Centonze

Segnaliamo ai lettori il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione nei confronti di Bruno Contrada in merito alla sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Palermo il 25.2.2006 e diventata definitiva il 10.5.2007.

Come avevamo anticipato, all’udienza del 6 luglio scorso, la Corte di Cassazione (giudicando sul ricorso proposto avverso l’ordinanza con cui la Corte di Appello di Palermo, in funzione di giudice dell’esecuzione, aveva dichiarato inammissibile l’incidente di esecuzione finalizzato ad ottenere la revoca della sentenza definitiva di condanna), preso atto della sentenza della Corte EDU, che ha dichiarato che la sentenza di condanna nei confronti di Bruno Contrada era stata pronunciata in violazione dell’art. 7 CEDU, ha dichiarato la sentenza della Corte di Appello di Palermo «ineseguibile ed improduttiva di effetti penali».

Ricordiamo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sentenza del 14.4.2015, ha affermato che la fattispecie di concorso esterno in associazione di tipo mafioso deve considerarsi «il risultato di una evoluzione giurisprudenziale iniziata verso la fine degli anni ottanta e consolidatasi nel 1994 con la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 5/10/94, ‘Demitry’ […]» e che all’epoca in cui erano stati commessi «i fatti ascritti al ricorrente (1979-1988), il reato in questione non era sufficientemente chiaro e prevedibile per quest’ultimo […]».

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