Omicidio Yara: la sentenza della Corte di Assise di Appello di Brescia

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 1 novembre 2017

Corte di Assise di Appello di Brescia, 16 ottobre 2017 (ud. 17 luglio 2017), n. 16
Presidente Fischetti, Giudice Vacchiano

Pubblichiamo, in considerazione dell’interesse mediatico della vicenda, le motivazioni della sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Appello di Brescia nei confronti di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio.

In punto di diritto, i giudici di appello hanno ribadito l’orientamento giurisprudenziale secondo cui «gli esiti dell’indagine genetica condotta sul DNA nel caso di elevatissimo numero di ricorrenze statistiche confermative – tale da rendere infinitesimale la possibilità di errore – presentano natura di prova e non di mero elemento indiziario ai sensi dell’art  192 comma 2 c.p.p., sicchè sulla loro base può essere affermata la responsabilità penale dell’imputato, senza necessità di ulteriori elementi convergenti».

Tali ricorrenze statistiche – che i giudici di primo grado avevano descritto affermando che «per trovare un altro individuo, oltre a Massimo Bossetti, con le stesse caratteristiche genetiche sarebbero necessari centotrenta miliardi di altri mondi uguali al nostro» – secondo i giudici si secondo grado «consentono di escludere con matematica sicurezza che esista al mondo un altro individuo, diverso dall’odierno imputato, con lo stesso profilo genetico di Ignoto 1 che possa aver lasciato traccia del proprio dna sugli slip e sui leggins della vittima».

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