Concorso di norme e bis in idem sostanziale dopo la sentenza della Corte cost. 200/2016

Articolo scritto da Laura Delbono il 1 Febbraio 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 2 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sezioni Unite, 12 settembre 2017 (ud. 22 giugno 2017), n. 41588
Presidente Canzio, Relatore Montagni, Ricorrente La Marca

La sentenza in commento riconferma l’ormai consolidato orientamento della giurisprudenza in materia di concorso apparente di norme, individuando il criterio di specialità come l’unico  idoneo a determinare quale delle disposizioni concorrenti debba in concreto applicarsi al fine di evitare un bis in idem sotto il profilo sostanziale.

In particolare, è sottoposto alle Sezioni Unite il quesito relativo alla configurabilità del concorso formale o, al contrario, dell’assorbimento per specialità tra il delitto di porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo (artt. 4 e 7 l. n. 895/1967) e il delitto di porto in luogo pubblico di arma clandestina (art. 23, commi 1 e 4, l. n. 110/1975).

I giudici di legittimità rispondono che, in applicazione del principio di specialità, nei casi di detenzione e di porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di un’arma comune da sparo clandestina devono trovare applicazione le specifiche fattispecie connotate dalla clandestinità e non le generali previsioni sulla detenzione ed il porto illegali delle armi comuni da sparo, di cui agli artt. 2, 4 e 7 l. 895 del 1967.

La sentenza fa espresso riferimento alla pronuncia della Corte costituzionale  n. 200/2016, che ha affrontato la conformità dell’interpretazione giurisprudenziale del divieto di ne bis in idem processuale alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, offrendo un utile spunto per un confronto tra l’art. 15 c.p. e l’art. 649 c.p.p. Si valuterà inoltre la tenuta dell’orientamento rispetto alle osservazioni critiche della dottrina, tradizionalmente favorevole alle cd. teorie pluralistiche.

Come citare il contributo in una bibliografia:
L. Delbono, Concorso di norme e bis in idem sostanziale dopo la sentenza della Corte cost. 200/2016, in Giuriprudenza Penale Web, 2018, 2

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