La riforma Orlando e la specificità dei motivi di appello: prime riflessioni

Articolo scritto da Emanuele Sylos Labini il 3 Febbraio 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 2 – ISSN 2499-846X

Il presente contributo affronta una delle novità più rilevanti in tema di impugnazioni, introdotte dalla l. 23 giugno 2017, n. 103 (c.d. riforma Orlando).

L’autore si sofferma sulle modifiche che caratterizzano la nuova configurazione del secondo grado di giudizio; in particolare, sui motivi specifici richiesti per proporre l’atto di impugnazione, correlati al nuovo modello di sentenza cui dovrà attenersi l’autorità giudiziaria nella redazione della stessa.

Opzione da tempo discussa in dottrina, la specificità e la tassatività dei motivi – con l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto –  diviene elemento essenziale per un atto di appello che non può limitarsi alla rivalutazione di argomentazioni sulle quali il giudice di prime cure si è già espresso, ovvero ad una mera ricostruzione dei fatti in oggetto, senza l’indicazione delle fonti di prova da cui si deduce la differente ricostruzione.

L’intervento normativo – che ha già riscontrato l’avvallo della giurisprudenza di legittimità – conferma lo stretto collegamento tra motivazione della sentenza e motivi di impugnazione, in un’ottica di deflazione giudiziaria improntata allo snellimento delle procedure, al fine di eliminare il vizio di “aspecificità”, frequentemente riscontrato nelle aule giudiziarie.

Come citare il contributo in una bibliografia:
E. Sylos Labini, La riforma Orlando e la specificità dei motivi di appello: prime riflessioni, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 2

Categorie: ARTICOLI, DIRITTO PROCESSUALE PENALE, Impugnazioni