La legalizzazione delle droghe leggere negli Stati Uniti d’America (Tesi di laurea)

Articolo scritto da Irene Valotti il 25 Febbraio 2018

Prof. Relatore: Alberto Cadoppi

Ateneo: Università degli Studi di Parma

Anno accademico: 2016-2017

Nel 1906 gli Stati Uniti d’America hanno introdotto la prima drug law e, nel corso degli anni, la criminalizzazione delle sostanze stupefacenti è diventata talmente severa da essere oggi conosciuta come “war on drugs”, guerra alla droga. Il Governo Federale combatte questa battaglia con armi spietate da più di un secolo al fine di abbattere l’importazione, la produzione, il commercio e l’utilizzo delle droghe illecite, nella convinzione che questa sia la strategia più efficace per risolvere i problemi di sicurezza e di sanità pubblica del Paese.

Gli obiettivi che la Casa Bianca auspicava di raggiungere non sono stati però conseguiti e la war on drugs, al contrario, ha prodotto effetti disastrosi: il proibizionismo ha consolidato il black market aumentando criminalità e violenza, ha creato problemi di sanità pubblica, condotto al sovraffollamento delle carceri, inasprito le tensioni razziali tra bianchi e neri e violato i diritti fondamentali di milioni di cittadini. La war on drugs si è rivelata un fallimento e gran parte della popolazione americana chiede oggi al suo Governo di deporre le armi e di valutare una strategia alternativa, quella della legalizzazione.

A sostegno di tal politica sono rinvenibili argomentazioni morali e pratiche: giusnaturalisti e liberalisti si schierano a favore della legalizzazione poiché restituisce all’individuo il diritto di autodeterminazione negatogli dal proibizionismo; studiosi ed esperti perché capace di tutelare sicurezza e salute pubblica, proteggere gli ecosistemi naturali e rimpolpare le casse dello Stato.

Nella disamina degli argomenti a favore della legalizzazione, data la copiosità di fonti a riguardo e dato il fatto che essa, a partire dagli anni sessanta, è la droga più utilizzata negli Stati Uniti d’America, sarà presa in considerazione solamente la marijuana.

Tal sostanza e le attività ad essa correlate sono oggi proibite dal Governo Federale nonostante un gran numero di cittadini americani si dichiari favorevole alla sua liberalizzazione: gli elettori di ventinove Stati, infatti, hanno legalizzato la marijuana a scopo medico e otto Stati del calibro di Alaska, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Nevada, Oregon e Washington anche quella a scopo ricreativo. La California, prima tra tutti ad aver consentito impunemente l’uso, il possesso, la coltivazione e la vendita di medical marijuana, è uno degli ultimi Stati ad aver legalizzato anche le attività collegate alla recreational marijuana.

Il primo capitolo della tesi è dedicato all’esposizione della storia della war on drugs, il secondo alla descrizione dei risultati negativi derivanti dal proibizionismo; seguirà un’analisi dettagliata delle argomentazioni a sostegno della legalizzazione della marijuana e, per concludere, sarà esaminato lo status giuridico di questa sostanza nello Stato della California.

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