Prove di “democrazia partecipativa” all’interno del carcere: l’esperienza francese e italiana a confronto sul diritto di espressione collettiva dei detenuti

Articolo scritto da Anna Ferrrari il 5 Maggio 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 5 – ISSN 2499-846X

Il “diritto vivente” è qui inteso come diritto che “matura” all’interno del carcere. Il contributo mette a confronto il sistema  penitenziario francese e italiano sul reale ruolo che giocano i reclusi in seno alla detenzione, finalizzata alla risocializzazione.

A tale scopo, la Francia ha avviato all’indomani della Legge di riforma penitenziaria 24 novembre 2009 una sperimentazione volta alla verifica della concreta applicazione dell’art. 29 che disciplina il diritto di espressione collettiva delle persone detenute: forma di “democrazia partecipativa” di carattere consultivo avente un pieno riconoscimento giuridico a livello di fonte primaria.

L’esperienza italiana non conosce un’analoga formalizzazione del diritto di espressione collettiva dei reclusi; tuttavia, il contributo dà conto di esperienze concrete di riunioni cd plenarie dei detenuti convocate dalla magistratura di sorveglianza e riconducibili  all’art. 69 ord. penit. che disciplina la funzione di vigilanza sugli istituti penitenziari. Ed ancora, richiama le riunioni plenarie disposte dalla direzione dell’istituto che trovano un formale riconoscimento del Documento Unitario Programmatico. Buone prassi applicative che potranno costituire la base per una riflessione da parte del legislatore  sul diritto di espressione collettiva nel carcere che possa contribuire ad una maggior efficienza, in termini di rieducazione, della pena detentiva.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Ferrari, Prove di “democrazia partecipativa” all’interno del carcere: l’esperienza francese e italiana a confronto sul diritto di espressione collettiva dei detenuti, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 5

 

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