L’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale dell’art. 580 c.p. nel processo a Marco Cappato: motivazioni e possibili scenari

Articolo scritto da Edoardo De Marchi il 3 giugno 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 6 – ISSN 2499-846X

Il 14 febbraio 2018 la Corte di Assise di Milano, chiamata a pronunciarsi nei confronti di Marco Cappato, imputato del reato di “istigazione o aiuto al suicidio”, ha sollevato questione di legittimità costituzionale, sostenendone il contrasto, dell’art. 580 c.p. con gli artt. 3, 13, 25, II comma, 27, III comma e 117 Cost. e con gli artt. 2 e 8 della Convenzione Europa dei Diritti dell’Uomo.

Dopo aver ripercorso il procedimento logico-argomentativo utilizzato dal Giudice milanese e la principale giurisprudenza internazionale e nazionale sul tema, nel contributo viene individuato e analizzato l’interrogativo della qualificazione del bene giuridico della vita come bene disponibile piuttosto che indisponibile.

Viene, poi, proposta l’analisi dell’art. 580 c.p. alla luce dei principi fondamentali di diritto penale, alla quale seguono le conclusioni, svolte in aderenza alla concezione disponibilistica del bene vita.

Come citare il contributo in una bibliografia:
E. De Marchi, L’ordinanza di rimessione alla Corte costituzionale dell’art. 580 c.p. nel processo a Marco Cappato: motivazioni e possibili scenari, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 6

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