No alla “delega orale”: la delega prevista dall’art. 102 c.p.p. (sostituto del difensore) deve essere conferita necessariamente per iscritto

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 14 giugno 2018

Cassazione Penale, Sez. V, 11 giugno 2018 (ud. 26 aprile 2018), n. 26606
Presidente Palla, Relatore Settembre

Con la pronuncia allegata, la Cassazione ha affrontato il tema relativo alle modalità di conferimento – da parte del difensore – della delega prevista dall’art. 102 c.p.p. (sostituto del difensore): ossia, in particolarese debba essere conferita necessariamente per iscritto ovvero se possa essere conferita oralmente.

La prima soluzione – si legge nella sentenza – è quella giuridicamente corretta.

Ad avviso del collegio, è estremamente chiaro «il disposto degli artt. 96 cod. proc. pen. e 34 delle D.A.C.P.P.:

  • la prima – nel prevedere, per l’imputato, il diritto di nominare non più di due difensori di fiducia – stabilisce, al secondo comma, che la nomina è fatta con dichiarazione resa all’autorità procedente ovvero consegnata alla stessa dal difensore o trasmessa con raccomandata;
  • la seconda – rubricata espressamente designazione del sostituto del difensore – stabilisce che il difensore designa il sostituto nelle forme indicate nell’art. 96, comma 2, del codice».

Chiave di lettura – prosegue la Corte – «è, quindi, l’art. 96, comma 2, cod. proc. pen., per il quale la nomina (come la designazione del sostituto, in virtù del rimando fatto dall’art. 34 D.A.c.p.p.) deve essere documentata per iscritto, perché solo in tal modo può avere effetto dinanzi all’Autorità giudiziaria. Infatti: a) se la nomina è fatta con “dichiarazione resa all’autorità procedente”, essa è necessariamente inserita in un verbale, non essendo concepibile una nomina affidata alla memoria degli operatori giudiziari; b) se “è consegnata all’autorità procedente dal difensore” vuol dire che è stata effettuata per iscritto e in tale forma consegnata all’Autorità giudiziaria; c) se “è trasmessa con raccomandata” all’autorità giudiziaria procedente vuol dire che è stata previamente raccolta in forma scritta»

Ne deriva che, «dovendo la designazione del sostituto avvenire nelle stesse forme, non è ammissibile la designazione orale. Essa può avvenire con dichiarazione rese personalmente dal difensore all’autorità procedente (nel qual caso è inserita a verbale), ovvero consegnata o trasmessa per iscritto all’autorità procedente».

Né a conclusione diversa è possibile pervenire se si ha riguardo alla disciplina positiva della professione forense, contenuta nel R.D.L. n. 1578 del 27 novembre 1933 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore) e nella legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense): l’art. 9 del R.D.L. 1578/33 – norma che non è stata abrogata dalla legge 31 dicembre 2012, n. 247 – prevede, infatti, espressamente che “il procuratore può, sotto la sua responsabilità, farsi rappresentare da un altro procuratore esercente presso uno dei Tribunali della circoscrizione della Corte d’appello e Sezioni distaccate. L’incarico è dato di volta in volta per iscritto negli atti della causa o con dichiarazione separata”.

Ovviamente – conclude la Corte – stesso discorso «vale, a maggior ragione, per il sostituto del difensore delle altre parti private (art. 100 cod. proc. pen. ) e della persona offesa (art. 101 cod. proc. pen. ), dal momento che l’art. 34 D.A. c.p.p. si riferisce, indistintamente, ad ogni difensore, sia per la sua collocazione sistematica (è ricompreso nel capo IV del titolo I, che detta
norme per ogni “difensore”), sia per il suo contenuto semantico (parla, genericamente, del “difensore”)».

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