Il patteggiamento dell’ente, tra equivoci interpretativi e profili di abnormità

Articolo scritto da Matteo Riccardi il 2 luglio 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 7-8 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sezione Sesta, 30 marzo 2018 (ud. 20 dicembre 2017), n. 14736
Presidente Rotundo, Relatore D’Arcangelo, P.G. Baldi, Ricorrenti Ilva s.p.a. e Riva Forni Elettrici s.p.a.

La pronuncia della Cassazione in commento torna a occuparsi delle “tormentate” vicende interpretative che, fin dall’entrata in vigore del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, vedono come protagonista la controversa disciplina del procedimento di accertamento della responsabilità amministrativa “da reato” degli enti.

L’approdo del giudice di legittimità si innesta nell’ambito della nota e complessa vicenda giudiziaria relativa al caso Ilva – che già più di una perplessità aveva sollevato con riferimento ai princìpi enunciati in relazione alla costituzione di parte civile nel processo “231” – distinguendosi per un apprezzabile sforzo interpretativo in tema di presupposti della richiesta di applicazione della pena “concordata” formulata dagli enti imputati nel processo.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Riccardi, Il patteggiamento dell’ente, tra equivoci interpretativi e profili di abnormità, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 7-8

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