Il requisito di attualità del pregiudizio ex art. 35 ter O.P. e il problema dei periodi di detenzione pregressa

Articolo scritto da Ludovico Astengo il 12 luglio 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 7-8 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. I, 12 aprile 2018 (ud. 20 aprile 2017), n. 16335
Presidente Novik,  Relatore Tardio

La pronuncia in commento desta interesse perché rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso dalla Suprema Corte nel marcare i confini applicativi del rimedio risarcitorio per detenzione inumana e degradante di cui all’art. 35-ter O.P. (Rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati) introdotto dall’ art. 1, comma 1, D.L. 26 giugno 2014, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 117.

In particolare, i giudici della Prima Sezione sanciscono che nell’individuazione dei periodi di detenzione da valutare ai sensi dell’art. 35-ter O.P. non debba tenersi conto del termine iniziale di decorrenza della pena indicato nel titolo (sentenza o provvedimento di cumulo) in esecuzione al tempo del reclamo, potendo altresì valutarsi i periodi pregressi – di esecuzione pena o di custodia cautelare – a condizione che siano ricompresi nel predetto titolo.

Come citare il contributo in una bibliografia:
L. Astengo, Il requisito di attualità del pregiudizio ex art. 35 ter O.P. e il problema dei periodi di detenzione pregressa, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 7-8

Parole chiave:

Categorie: ARTICOLI, CONTRIBUTI, Diritto Penitenziario