Quando il giudice si sostituisce al legislatore, anzi lo esautora: una strana e pericolosa decisione in tema di sequestro impeditivo nei confronti degli enti collettivi

Articolo scritto da Ciro Santoriello il 4 agosto 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 7-8 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, 20 luglio 2018 (ud. 10 luglio 2018), n. 34293
Presidente Davigo, Relatore Rago

L’Autore commenta criticamente la pronuncia n. 34293, della seconda sezione penale, con cui i giudici di legittimità hanno affermato che, oltre all’espressa e speciale ipotesi del sequestro preventivo del prezzo o del profitto del reato, prevista dall’art. 53 del d.lgs 8 giugno 2001, n. 231, nei confronti dell’ente è ammissibile anche il sequestro c.d. “impeditivo” di cui all’art. 321, comma 1, cod. proc. pen., spettando al pubblico ministero individuare, di volta in volta, quello più funzionale all’esigenza cautelare che intenda conseguire.

Come citare il contributo in una bibliografia:
C. Santoriello, Quando il giudice si sostituisce al legislatore, anzi lo esautora: una “strana e pericolosa” decisione in tema di sequestro impeditivo nei confronti degli enti collettivi, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 7-8

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