La (ritenuta) legittimità costituzionale della confisca per equivalente nei reati tributari

Articolo scritto da Giancarlo Della Volpe il 22 ottobre 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. III, 16 ottobre 2018 (ud. 10 maggio 2018), n. 46973
Presidente Savani, Relatore Di Nicola    

La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha affrontato in maniera esplicita la compatibilità costituzionale della confisca per equivalente nei reati tributari, in relazione agli articoli 3, 27 della Costituzione.

La Suprema Corte, muovendo da recenti sentenze che avevano deciso su questioni solo in parte sovrapponibili, ha individuato nella confisca per equivalente un istituto idoneo ad integrare il trattamento sanzionatorio complessivamente riferibile al reato tributario presupposto. In tal modo, alla condotta delittuosa seguirebbe non una sanzione “penale” ulteriore sganciata da qualsivoglia colpevolezza, bensì una conseguenza sanzionatoria sempre riferibile alla colpevolezza sottesa al reato presupposto e, pertanto, prevedibile.

Per di più, un assetto sanzionatorio così pensato si sottrae anche a censure di irragionevolezza intrinseca, alla luce delle finalità (anche di solidarietà sociale ex art. 2 Cost) sottese alla incriminazione dei reati tributari. Tuttavia, la soluzione offerta dalla Corte non pare risolvere tutti i dubbi di compatibilità costituzionale sottesi alla confisca per equivalente.

Come citare il contributo in una bibliografia:
G. Della Volpe, La (ritenuta) legittimità costituzionale della confisca per equivalente nei reati tributari, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10

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