Scelte terapeutiche e protezione degli interessi esistenziali del minore nella relazione di cura e nel fine vita

Articolo scritto da Alessandra Pisu il 22 Gennaio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1-bis – ISSN 2499-846X

La condizione giuridica del minore nella relazione di cura e nell’adozione delle scelte terapeutiche che lo riguardano – quale persona legalmente incapace di agire, ma progressivamente capace di discernimento – esprime tutta la complessità di uno status che, da tempo, è oggetto di profondi ripensamenti.

Le questioni concernenti la salute, la fine della vita e gli interessi esistenziali del minore d’età danno luogo a processi decisionali che coinvolgono una pluralità di soggetti e mirano a valorizzare le capacità di comprensione e di scelta del titolare dei diritti.

Sullo sfondo della disciplina legislativa e degli interventi giurisprudenziali tendenti a risolvere i conflitti che possono insorgere tra i soggetti chiamati ad esprimersi, con e per il minore, aleggia la clausola del “best interest of the child” di cui occorre valutare la portata e la funzione alla luce dei parametri che ne consentono la concretizzazione nel rispetto della salute, della vita e della dignità della persona.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Pisu, Scelte terapeutiche e protezione degli interessi esistenziali del minore nella relazione di cura e nel fine vita, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1-bis

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