Questioni di fine vita: i riflettori tornano ad accendersi con il “caso Cappato”

Articolo scritto da Antonella Massaro il 23 Gennaio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1-bis – ISSN 2499-846X

Le questioni di fine vita, soprattutto grazie al caso che ha visto protagonisti Marco Cappato e Fabiano Antoniani, sono ritornate prepotentemente sotto i riflettori del dibattito giuridico e politico, amplificando l’eco, già particolarmente significativa, della legge n. 219 del 2017.

Il fatto che il quadro normativo attuale risulti almeno parzialmente contraddittorio, come efficacemente evidenziato dalla Corte costituzionale con l’ordinanza n. 207 del 2018, è un dato che parrebbe imporsi con una tale autoevidenza da non lasciare spazio a considerazioni ulteriori, almeno per ciò che attiene alle premesse da cui muovere per un superamento di quelle aporie. La c.d. eutanasia, però, non solo appassiona i giuristi, ma, soprattutto, li divide. Difficile stabilire da che parte possa stare la Giustizia quando a venire in considerazione siano tematiche così pregne di morale e di etica; è però possibile, forse, provare a chiarire almeno da parte debba stare il Diritto.

Ben vengano, allora, i dibattiti “pubblici” e partecipati, come quello cui ha dato luogo la Call for Papers indetta dalla rivista Giurisprudenza penale e i cui risultati sono raccolti in questo fascicolo.

Come citare il contributo in una bibliografia:
A. Massaro, Questioni di fine vita: i riflettori tornano ad accendersi con il “caso Cappato”, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 1-bis

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