Il diritto all’assistenza linguistica adeguata per l’indagato alloglotta nell’ordinamento italiano: identificazione della lingua veicolare e qualità dell’interpretazione veri talloni di Achille della disciplina italiana. Possibili rimedi.

Articolo scritto da Nicola Canestrini il 14 Febbraio 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 2 – ISSN 2499-846X

Cassazione penale, Sezione II, Sentenza 20 luglio 2018 (ud. 3 maggio 2018), n. 34506
Presidente Fumo, Relatore Morosini, Ricorrente Boullaaouin

L’autore coglie lo spunto della sentenza in epigrafe per riflettere sulla normativa europea ed italiana in tema di traduzione degli atti del procedimento penale, individuandone i punti forti e quelli critici. In aggiunta, considerata la stretta connessione, in subiecta materia, tra la fonte di diritto europea e quella nazionale, l’autore propone, quale strumento di corretta interpretazione delle norme europee, l’utilizzo del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ex art. 267 TFUE, troppo spesso trascurato dall’operatore del diritto.

Come citare il contributo in una bibliografia:
N. Canestrini, Il diritto all’assistenza linguistica adeguata per l’indagato alloglotta nell’ordinamento italiano: identificazione della lingua veicolare e qualità dell’interpretazione veri talloni di Achille della disciplina italiana. Possibili rimedi, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 2

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