Non sussiste obbligo di notificazione alla persona offesa della richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare, ex art. 299 c.3 c.p.p., nel caso di richiesta proposta in udienza, alla presenza della persona offesa

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 19 Marzo 2019

Cassazione Penale, Sez. V, 6 marzo 2019 (ud. 8 novembre 2018), n. 9872
Presidente Vessichelli, Relatore Settembre

Relativamente all’obbligo di notificazione al difensore della persona offesa (o, in mancanza, a questa) della richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare nell’ambito dei procedimenti aventi ad oggetto delitti commessi con violenza alla persona, ai sensi dell’art. 299 comma 3 c.p.p., con la sentenza allegata la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che non vi è necessità di provvedere a tale adempimento ogni qualvolta la richiesta di revoca o sostituzione sia proposta in udienza, alla presenza della persona offesa o del suo difensore.

Come è noto, ai sensi dell’art. 299 comma 3 c.p.p. – così come modificato dal D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119  – «la richiesta di revoca o di sostituzione delle misure previste dagli articoli 282-bis, 282-ter, 283, 284, 285 e 286, applicate nei procedimenti di cui al comma 2-bis del presente articolo, che non sia stata proposta in sede di interrogatorio di garanzia, deve essere contestualmente notificata, a cura della parte richiedente ed a pena di inammissibilità, presso il difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa, salvo che in quest’ultimo caso essa non abbia provveduto a dichiarare o eleggere domicilio».

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