Aggravante prevenzionistica, rischio extralavorativo e tutela “estesa” dei terzi.

Articolo scritto da Matteo Riccardi il 23 Aprile 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 4 – ISSN 2499-846X

L’estensione interpretativa dell’aggravante prevenzionistica, relativa ai fatti commessi «con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro», costituisce un tema ricorrente nella giurisprudenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La questione, che coinvolge al contempo profili di rilievo sostanziale e processuale, si pone in termini oltremodo pressanti nelle specifiche fattispecie in cui l’evento lesivo o mortale sia cagionato ai danni di un terzo “estraneo” rispetto al complesso organizzativo facente capo al datore di lavoro, ponendosi alla fonte di una caleidoscopica casistica giudiziaria che abbraccia una vasta platea di soggetti gravitanti, a vario titolo, intorno al contesto produttivo aziendale.

L’analisi della giurisprudenza formatasi sul punto, all’insegna di una tutela “estesa” del terzo, si pone come punto di partenza per una riflessione in merito alle conseguenze applicative e ai necessari correttivi che simile opzione impone, nella prospettiva di un adeguamento del modello di responsabilità costruito per i fatti commessi ai danni dell’extraneus ai principi che presiedono all’imputazione colposa.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Riccardi, Aggravante prevenzionistica, rischio extralavorativo e tutela “estesa” dei terzi, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 4

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