La Cassazione sulla configurabilità del reato di autoriciclaggio a seguito di una falsità in voluntary disclosure (art. 5-septies d.l. 167/1990)

Articolo scritto da Lorenzo Rovini il 2 Giugno 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 6 – ISSN 2499-846X

Cassazione Penale, Sez. II, 1 aprile 2019 (ud. 1 marzo 2019), n. 14101
Presidente Prestipino, Relatore Rago

In tema di autoriciclaggio e cd. voluntary disclosure, l’Autore commenta la pronuncia n. 14101 del 2019 secondo cui, ai fini della configurabilità del delitto di cui all’art. 648-ter.1 c.p., è necessario che dal reato presupposto derivi, in modo diretto, in capo al soggetto agente, un provento che venga riciclato per evitare la sua riconducibilità al medesimo reato presupposto. Laddove, invece, da quest’ultimo l’agente non tragga vantaggio patrimoniale alcuno, non potrà essere ravvisata la sussistenza del delitto di autoriciclaggio.

Come citare il contributo in una bibliografia:
L. Rovini, La Cassazione sulla configurabilità del reato di autoriciclaggio a seguito di una falsità in voluntary disclosure (art. 5-septies d.l. 167/1990), in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 6

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