Falso in atto pubblico e natura fidefacente dell’atto non esplicitamente indicata nel capo d’imputazione ma riconosciuta dal giudice in sentenza: la sentenza delle Sezioni Unite

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 5 Giugno 2019

Cassazione Penale, Sezioni Unite, 4 giugno 2019 (ud. 18 aprile 2019), n. 24906
Presidente Carcano, Relatore Zaza

Con ordinanza n. 3274/2019, era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto: «se il giudice possa ritenere in sentenza la fattispecie aggravata del reato di falso in atto pubblico ex art. 476, comma secondo, cod. pen. qualora la natura fide faciente dell’atto considerato falso non sia stata esplicitamente indicata nel capo d’imputazione».

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 24906/2019, hanno fornito risposta “negativa” affermando il seguente principio di diritto: «non può essere ritenuta in sentenza dal giudice la fattispecie aggravata del reato di falso in atto pubblico, ai sensi dell’art. 476, comma 2, cod. pen., qualora la natura fidefacente dell’atto considerato falso non sia stata esplicitamente contestata ed esposta nel capo di imputazione con la precisazione di tale natura o con formule alla stessa equivalenti, ovvero con l’indicazione della norma di legge di cui sopra».

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