Resistenza a pubblico ufficiale e continuazione: questione rimessa alle Sezioni Unite

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 28 dicembre 2017

Cassazione Penale, Sez. VI, Ordinanza, 21 dicembre 2017 (ud. 17 dicembre 2017), n. 57249
Presidente Petruzzellis, Relatore Capozzi

Si segnala l’ordinanza con cui la sesta sezione della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema continuazione del reato di resistenza a pubblico ufficiale: «se commetta più violazioni dell’art. 337 cod. pen. l’agente che, con una sola azione usa violenza o minaccia per opporsi a più pubblici ufficiali o a più incaricati di pubblico servizio mentre compiono un atto del loro ufficio o servizio o a coloro che, richiesti, gli prestano assistenza».

La Corte ha evidenziato che sussiste un consapevole contrasto interpretativo nella giurisprudenza di Cassazione «sulla sussistenza di una o più violazioni dell’art. 337 cod. pen. nel caso in cui l’azione minacciosa o violenta è realizzata nei confronti di una pluralità di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio o, ancora, di soggetti che, richiesti, vi prestino assistenza».

Alla luce del contrasto giurisprudenziale sul punto, la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite.

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