Ne bis in idem e reati tributari: nel dialogo tra Corti trionfa il criterio della “sufficiently close and connection in substance and time”

Articolo scritto da Paola De Franceschi il 12 aprile 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 4 – ISSN 2499-846X

Il dibattito di giurisprudenza e dottrina sull’estensione del principio convenzionale del “ne bis in idem” ha finalmente trovato un punto di convergenza con l’adesione al criterio della “sufficiently close connection in substance and time”, affermato dalla Corte EDU, recepito dalla CGUE, riconosciuto dalla Corte Costituzionale ed applicato dalla Corte di Cassazione.

Dall’affermazione incondizionata del divieto di perseguire e punire due volte per lo stesso fatto anche mediante l’applicazione di sanzioni “sostanzialmente” penali, ancorché qualificate come amministrative, contenuta nella sentenza Grande Stevens c.Italia (pronunciata in data 04.03.2014 e divenuta definitiva in data 07.07.2014), si è infine pervenuti al temperamento offerto da un criterio che rimette al giudice nazionale la valutazione della congruità e proporzionalità del doppio binario sanzionatorio.

Come citare il contributo in una bibliografia:
P. De Franceschi, Ne bis in idem e reati tributari: nel dialogo tra Corti trionfa il criterio della “sufficiently close and connection in substance and time”, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 4

Parole chiave: ,

Categorie: ARTICOLI, CONTRIBUTI, DIRITTO PENALE, Global Perspectives, IN PRIMO PIANO