Case of Baratta v. Italy. An opportunity to show full compliance with the ECHR’s standards.

Articolo scritto da Lorenzo Roccatagliata il 1 Novembre 2015

European Court of Human Rights, 13 October 2015
Baratta v. Italy, Application no. 28263/09

On 13 October 2015 the European Court of Human Rights (“ECtHR”) issued the judgment over the case of Baratta versus the Italian Republic, whereby the latter was sentenced to EUR 5.000 compensation in favour of the applicant, for convicting him by default without fully ascertaining his awareness of the proceedings. By so appraising, the Court found a violation of the right to liberty enshrined in art. 5 of the European Convention on Human Rights (“ECHR”). The following contribution analyses this Decision with a view to briefly assessing the past and current national law as to the hot topics discussed therein, namely contumacy and fair trial, as well as to weighing the likelihood of a future sentence on similar facts. The article concludes by overall positively evaluating the Italian law on the criminal proceedings carried out in absentia, as lately amended.

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Il 13 ottobre 2015 la Corte Europea dei Diritto dell’Uomo ha depositato la sentenza relativa al caso Baratta contro Italia, con cui ha condannato quest’ultima al risarcimento di euro 5.000 a favore del ricorrente, per averlo a sua volta condannato in contumacia senza accertare appieno la sua consapevolezza del processo. Nello svolgere le proprie considerazioni, la Corte ha ritenuto che lo Stato italiano abbia violato il diritto di libertà sancito dall’articolo 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Il presente contributo analizza questa pronuncia, nell’ottica di valutare l’evoluzione della legislazione italiana in tema di contumacia e giusto processo, nonché misurare la possibilità che l’Italia venga in futuro nuovamente condannata per fatti simili. La conclusione che si trae è un giudizio tutto sommato positivo dei più recenti interventi normativi sui temi più sopra descritti.

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