Brevi note sulla rilevanza penale del falso qualitativo (aspettando le Sezioni Unite)

Articolo scritto da Giovanni Morgese il 30 Marzo 2016

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«La nostra Corte di Cassazione dovrà valutare se gli elementi valutativi e le stime possano o meno rientrare all’interno di un concetto che implica fatti materiali rilevanti. […] il relatore a tal proposito non dà alcuna risposta, perché non la deve dare: ci mancherebbe altro che la desse. Noi non siamo la Corte di cassazione che dà risposte giurisprudenziali: questo è un tema che la giurisprudenza affronterà. Ripeto, il relatore ha la sua risposta, ma non avrebbe alcuna efficacia e alcun significato vincolante, pertanto il relatore ritiene di non poterla dare, bensì di non dover dare alcuna risposta su questo aspetto»

Così si era espresso il relatore (Sen. Nino D’Ascola, relatore A.S. n. 19, resoconto stenografico della seduta del 31 marzo 2015, p. 56.) nel corso dei lavori preparatori del disegno di legge S. 19: che il problema della rilevanza penale del falso valutativo sarebbe stato risolto in via pretoria era stato, quindi, non solo preventivato, ma addirittura auspicato dal legislatore, il quale, con una strategia normativa più che discutibile, ha chiaramente rinunciato al compito istituzionale che gli è demandato.

Ebbene, il prossimo 31 marzo 2016, a distanza di un anno esatto da quell’intervento, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione affronteranno la questione «Se la modifica dell’art. 2621 c.c. per effetto dell’art. 9 L. n. 69/2015 nella parte in cui, disciplinando “Le false comunicazioni sociali”, non ha riportato l’inciso “ancorché oggetto di valutazioni”, abbia determinato o meno un effetto parzialmente abrogativo della fattispecie».

La decisione porrà fine al contrasto, tutto interno alla Quinta Sezione Penale, circa la penale rilevanza del cd. falso qualitativo, cioè del mendacio valutativo che, lungi dall’incidere sul risultato dell’esercizio o sul patrimonio netto, è comunque idoneo ad alterare la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa da parte dei destinatari della comunicazione.

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