35 ter O.P.: effettivamente, c’è un problema

Articolo scritto da Michele Passione il 26 Marzo 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 3 – ISSN 2499-846X

La libertà non è uno spazio fisico, libertà è partecipazione  (G. Gaber)

L’epigrafe del Maestro milanese, che apre questo breve saggio sul rimedio risarcitorio introdotto con L. n.117/2014, potrebbe sembrare apparentemente eccentrica rispetto ai tanti temi sottesi all’istituto in questione, laddove si tenga conto dell’interpretazione sino ad oggi emergente dalla giurisprudenza, soprattutto di merito, e dell’applicazione svilente che ne deriva.

Eppure, come già ricavabile dalla rubrica (Rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati), c’è in gioco molto di più dello “spazio calpestabile” di un locale di pernottamento, venendo in discussione un rimedio approntato in seguito alla condanna imposta dalla Corte EDU con la sentenza Torregiani e altri c. Italia per la violazione di uno dei quattro core rights previsti nella Convenzione, inderogabile anche nei casi di cui all’art. 15.

Con l’istituto di nuovo conio, infatti, i magistrati sono tenuti, ex art. 69, comma 2, O.P., a vigilare (e a intervenire) su molte altre questioni, dal diritto alla salute alla modalità di esecuzione della pena, anche nei regimi detentivi più severi (anche, in ipotesi, nei casi di cui all’art. 41 bis O.P.); in sintesi, su ogni questione afferente allo spettro di tutela offerto dall’art. 3 Cedu, secondo l’interpretazione cogente della Corte di Strasburgo.

Occorre dunque chiedersi perché è stato introdotto l’art.35 ter O.P., quali siano le ipotesi che intende proteggere attraverso i rimedi previsti, quali i presupposti applicativi, quali i soggetti che possono beneficiarne. Molto altro. Proveremo a ripercorrere prodromi, genesi, interpretazioni, criticità, sviluppi, prospettive di un rimedio sino ad oggi incompreso per la sua valenza, maltrattato nella sua applicazione, svilito nella sua portata.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. Passione, 35 ter O.P.: effettivamente, c’è un problema, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 3

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