Penelope disfa la tela: ma è, davvero, il caso di farne una tragedia? I fattori qualificanti i trattamenti inumani e degradanti nel sovraffollamento carcerario (ri)visti con approccio cumulativo da Strasburgo e le, evitabili, ricadute interne.

Articolo scritto da Federico Cappelletti il 13 Aprile 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 4 – ISSN 2499-846X

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Grande Camera, 20 ottobre 2016
Muršić c. Croazia, n. 7334/13

La Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, decidendo nel caso Muršić c. Croazia, ha ritenuto che le condizioni di sovraffollamento carcerario determinanti la violazione dell’art. 3 CEDU, nella sua declinazione relativa al divieto di trattamenti inumani e degradanti, debbano valutarsi mediante un approccio multifattoriale e cumulativo. In tale contesto, lo spazio minimo individuale, diversamente da quanto ritenuto in altri casi, non potrà più essere inteso come indice di per sé stesso idoneo ad adonestare la sussistenza della violazione, ma solo quale “forte presunzione” della medesima, da bilanciarsi con le altre condizioni della detenzione quali la sua brevità ed occasionalità, la possibilità di accedere ad attività all’esterno, alla luce naturale e all’aria e di usufruire privatamente dei servizi, la disponibilità di ventilazione, l’adeguatezza della temperatura nella cella, nonchè la conformità con i requisiti minimi sanitari ed igienici.

Nell’ordinamento nazionale, tuttavia, un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 35-ter O.P. consente di paralizzare gli effetti che il revirement della Corte di Strasburgo potrebbe dispiegare sui requisiti necessari per il riconoscimento dei rimedi compensativi in esso contemplati.

Come citare il contributo in una bibliografia:
F. Cappelletti, Penelope disfa la tela: ma è, davvero, il caso di farne una tragedia? I fattori qualificanti i trattamenti inumani e degradanti nel sovraffollamento carcerario (ri)visti con approccio cumulativo da Strasburgo e le, evitabili, ricadute interne, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 4

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