Il Caso Al-Bashir avanti la Corte Penale Internazionale. Il riferimento della Giordania all’Assemblea degli Stati Parte e al Consiglio di Sicurezza

Articolo scritto da Jacopo Governa il 11 Febbraio 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 2 – ISSN 2499-846X

Il 6 luglio 2017 la Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale ha dichiarato la violazione degli obblighi di cooperazione da parte del Sudafrica per il mancato arresto e la mancata consegna alla Corte del Presidente del Sudan Al-Bashir. Tuttavia, in virtù dei poteri discrezionali previsti dall’ art. 87(7) dello Statuto di Roma, la Camera ha deciso di non riferire la questione all’Assemblea degli Stati Parte al Consiglio di Sicurezza. Cinque mesi dopo, una decisione simile è stata adottata nei confronti del Regno di Giordania per non aver arrestato Al-Bashir che si trovava nel Paese per presenziare ad un summit della Lega Araba nel 2015. La maggioranza dei giudici ha confermato l’efficacia orizzontale dell’art. 27 St. nei rapporti tra Stati Parte e Sudan, ed ha escluso l’applicabilità dell’art. 98 St.; il giudice Perrin de Brichambaut nella sua opinione separata si è invece focalizzato sull’applicabilità della Convenzione per la Prevenzione e Repressione del Genocidio nel caso in esame. Il diverso approccio dei due Paesi alla richiesta di cooperazione ha indotto la Corte a riferire la mancata esecuzione della richiesta da parte della Giordania sia all’ASP che al Consiglio di Sicurezza.

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On 6 July 2017 the Pre-Trial Chamber II of the International Criminal Court adopted a decision attesting South Africa’s non-compliance to a request for cooperation in the arrest and surrender of the President of Sudan Omar Al-Bashir. Nevertheless, in light of its discretionary power provided by art.87(7) of the Rome Statute, the Chamber decided not to refer the matter to the Assembly of the States Parties and the Security Council. Five months later, a similar decision has been adopted after the choice of the Kingdom of Jordan not to arrest Al-Bashir, who attended a summit of the Arab League in 2015. The majority of the Judges confirmed the horizontal effect of art.27 St. within the relationship between States Parties and Sudan and excluded the applicability of art.98 St; Judge Perrin de Brichambaut appended a separate opinion focusing his attention on the applicability of the Convention on the Prevention and Punishment of Genocide. The different approach of the two Countries to the Court’s request for cooperation persuaded the Chamber to refer Jordan’s non compliance both to the ASP and the Security Council.

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