Detenzione di Bernardo Provenzano: la Corte europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti)

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 25 ottobre 2018

Diamo immediata notizia ai lettori – nell’attesa di ospitare un contributo più approfondito – della sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel ricorso presentato dalla famiglia Provenzano per le condizioni di detenzione di Bernardo Provenzano, deceduto nel 2016 in regime di 41 bis, dopo dieci anni di detenzione in regime differenziato.

Lo Stato italiano è stato condannato per violazione dell’articolo 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani e degradanti) per il rinnovo del regime di 41 bis nel marzo 2016, quando le condizioni di salute del detenuto erano significativamente deteriorate: la Corte ha ritenuto che sia mancato nel decreto di rinnovo un approfondimento delle ragioni per cui, in presenza di tale deterioramento, il Ministero avesse ritenuto comunque di emettere il provvedimento.

La Corte ha invece respinto le ulteriori doglianze esposte nel ricorso, relative in particolare alle condizioni di detenzione del Provenzano.

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