I limiti dell’insindacabilità parlamentare nelle sentt. nn. 59 e 133 del 2018. La Corte costituzionale ancora tra forma e sostanza, alle soglie di una svolta dai confini incerti.

Articolo scritto da Tomaso Giupponi il 7 Marzo 2019

in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 3 – ISSN 2499-846X

Corte costituzionale, Sentenza 10 gennaio – 23 marzo 2018, n. 59
Presidente Lattanzi, Redattore Modugno

Corte costituzionale, Sentenza 7 febbraio – 26 giugno 2018, n. 133
Presidente Lattanzi, Redattore De Pretis

* Si precisa che il presente contributo è stato in precedenza pubblicato sulla rivista Forum di Quaderni Costituzionali.
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Il contributo approfondisce le principali novità contenute nelle recenti sentt. nn. 59/2018 e 133/2018 della Corte costituzionale, evidenziandone i profili di continuità/discontinuità con la vasta giurisprudenza costituzionale in materia di insindacabilità parlamentare.

In particolare, viene sottolineato l’utilizzo di criteri di maggiore flessibilità al fine di individuare la presenza o meno del nesso funzionale con le dichiarazioni extra moenia dei membri della Camere, con un parziale superamento del canone della “corrispondenza sostanziale di contenuti” con precedenti atti parlamentari ufficiali, indicato dalla Corte come fondamentale sin dalla svolta giurisprudenziale del 2000.

Come citare il contributo in una bibliografia:
F. T. Giupponi, I limiti dell’insindacabilità parlamentare nelle sentt. nn. 59 e 133 del 2018. La Corte costituzionale ancora tra forma e sostanza, alle soglie di una svolta dai confini incerti, in Giurisprudenza Penale Web, 2019, 3

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