Il “nuovo” fermo preventivo di polizia: (breve) commento a prima lettura
in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 2 – ISSN 2499-846X
La lettura del decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026 (“Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell’interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale”) non stupisce per l’ormai consueta sciatteria della tecnica di normazione; né per la inafferrabile utilità dell’iscrizione in un separato registro dell’autore del fatto non formalmente indagato per causa di giustificazione “evidente” (forse bisognerebbe chiedersi anzitutto evidente “per chi” e “come”).
Colpisce però sicuramente l’introduzione – ad opera dell’art. 7, co. 2 del decreto – di un nuovo «fermo di polizia» apparentemente modellato su quello già previsto all’art. 11 d.l. n. 59-1978.
Come citare il contributo in una bibliografia:
D. F. Pujia, Il “nuovo” fermo preventivo di polizia: (breve) commento a prima lettura, in Giurisprudenza Penale Web, 2026, 2






