Le Sezioni Unite sulla necessità di nuovo interrogatorio in caso di nuova emissione di misura cautelare

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 29 Aprile 2014

All’udienza del 24 aprile 2014 le Sezioni Unite si sono pronunciate in merito alla necessità di un nuovo interrogatorio per la riemissione del provvedimento cautelare divenuto inefficace ex art. 309 c.p.p.

Lo scorso 20 febbraio, infatti, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza numero 8070, aveva rimesso alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto:

«Se sia necessario il previo interrogatorio in caso di nuova emissione di misura cautelare, a seguito di dichiarazione di inefficacia di quella precedente, per mancato rispetto dei termini nel procedimento di riesame».

Sul punto, si registrava il seguente contrasto giurisprudenziale:

  1. La tesi tradizionale (Sez. 5, n. 35931 del 15/07/2010, Toni, Rv. 248417; Sez. 1, n. 23482 del 28/02/2003, Pittaccio, Rv. 225326), ribadita anche molto recentemente (Sez. 2, n. 9258 del 23/11/2012 – dep. 27/02/2013 secondo cui «nell’ipotesi di emissione di una nuova misura custodiale in seguito alla dichiarazione di inefficacia, ai sensi dell’art. 309, commi 5 e 10, cod. proc. pen., di quella precedente, il giudice per le indagini preliminari non ha l’obbligo di interrogare l’indagato prima di ripristinare nei suoi confronti il regime carcerario»), esclude la necessità di un secondo interrogatorio, richiamando anche la giurisprudenza che afferma il medesimo principio, con riferimento al caso in cui la misura cautelare disposta da giudice incompetente sia rinnovata ad opera di quello competente, nel termine di venti giorni dall’ordinanza di trasmissione degli atti, sempre che non siano stati contestati all’indagato o all’imputato fatti nuovi ovvero il provvedimento non sia fondato su indizi o su esigenze cautelari in tutto o in parte diversi rispetto a quelli posti a fondamento dell’ordinanza emessa dal giudice incompetente (Sez. 5, n. 3399 del 27/10/2009 – dep. 26/01/2010, Zarcone, Rv. 245836; Sez. U, n. 39618 del 26/09/2001, Zaccardi, Rv. 219975). A fondamento di questo indirizzo, si osserva innanzi tutto che le prescrizioni di cui agli artt. 294 e 302 cod. proc. pen. non sono suscettibili di applicazione analogica (Sez. F, n. 34026 del 14/09/2010, C, non massimata; Sez. 5, n. 35931 del 15/07/2010, Toni; Sez. 1, n. 23482 del 28/02/2003, Pittaccio, Rv. 225326).
  2. La tesi contraria afferma la necessità di un nuovo interrogatorio anche nel caso in cui l’ordinanza custodiale precedente sia divenuta inefficace, a norma di quanto previsto dall’art. 309 c.p.p., commi 5 e 10. In questo senso si è espressa innanzi tutto una decisione di questa Sezione (Sez. 5, n. 5135 del 12/11/2010 – dep. 11/02/2011, Toni, Rv. 249693), secondo cui “è illegittima l’ordinanza di custodia cautelare motivata per relationem ad altra ordinanza – dichiarata inefficace per inosservanza del termine stabilito per la decisione del giudice del riesame (art. 309 c.p.p., comma 10) – e adottata in assenza del previo interrogatorio”, in quanto “si tratta infatti di provvedimento nuovo – e non già meramente reiterativo o sostitutivo di quello originario che risulti ancora valido al momento dell’emissione del nuovo – tanto da imporre una nuova richiesta del P.M., cui deve, in tal caso, far seguito il previo interrogatorio dell’indagato”, e ciò, secondo quanto affermato in motivazione, “a pena di inefficacia ai sensi del combinato disposto degli artt. 294 e 302 c.p.p.” e con conseguente “radicale nullità” del provvedimento del Tribunale del riesame che non rilevi tale effetto.

In base a quanto si apprende dal servizio novità della Corte di Cassazione, le Sezioni Unite hanno fornito la seguente soluzione: Negativa.

Per la riemissione del provvedimento cautelare divenuto inefficace ex art. 309 c.p.p., dunque, non è necessario un nuovo interrogatorio.

 

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