Stupefacenti e retroattività della lex mitior – Sezioni Unite 29316/2015

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 14 Luglio 2015

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Cassazione Penale, Sez. Unite, 9 luglio 2015 (ud. 26 febbraio 2015), n. 29316
Presidente Santacroce, Relatore Blaiotta

Depositate le motivazioni della sentenza numero 29316 delle Sezioni Unite.

Questa la questione che era stata posta alle Sezioni Unite: “Se, a seguito della dichiarazione d’incostituzionalità del D.L. n. 272 del 2005, artt. 4 bis e 4 vicies – ter, come modificato dalla L. n. 49 del 2006, pronunciata dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 32 del 2014, debbano ritenersi penalmente rilevanti le condotte che, poste in essere a partire dall’entrata in vigore di detta legge e fino all’entrata in vigore del D.L. n. 36 del 2014, abbiano avuto ad oggetto sostanze stupefacenti incluse nelle tabelle solo successivamente all’entrata in vigore del D.P.R. n. 309 del 1990, nel testo novellato dalla richiamata L. n. 49 del 2006“.

Le Sezioni Unite, risolvendo la questione controversa, hanno affermato:

  • l’irrilevanza penale delle condotte aventi ad oggetto sostanze stupefacenti (nella specie Nandrolone) incluse nelle tabelle solo successivamente all’entrata in vigore della legge n. 49 del 2006, modificativa del d.P.R. n. 309/90, dichiarata incostituzionale con sentenza n. 32 del 2014, poste in essere a partire dall’entrata in vigore di tale disciplina incostituzionale e fino all’entrata in vigore del D.l. n. 36 del 2014;
  • la rilevanza penale delle condotte aventi ad oggetto medicinali che contengano i principi attivi inclusi nelle tabelle da I a IV del d.P.R. n. 309/1990.

A fronte di siffatto principio di diritto nella fattispecie la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente al reato ex art. 73, comma 1 e 1-bis lett. b) del D.P.R. n. 309 del 1990, con riferimento alla commercializzazione e detenzione illecita di medicinali contenenti nandrolone, sostanza stupefacente e psicotropa indicata nella tabella II, sez. A, del predetto D.P.R. n. 309, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato

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