Sezioni Unite: sì alle intercettazioni tramite virus informatici per i delitti di criminalità organizzata

Articolo scritto da Redazione Giurisprudenza Penale il 30 Aprile 2016

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Cassazione Penale, Sezioni Unite, ud. 28 aprile 2016, Informazione provvisoria n. 15
Presidente Canzio, Relatore Romis, P.G. Rossi (concl. conf.)

Come avevamo anticipato, era stata rimessa alle Sezioni Unite la seguente questione di diritto in tema di intercettazioni tramite virus informatici:

Se – anche nei luoghi di privata dimora ex art. 614 cod. pen., pure non singolarmente individuati e anche se ivi non si stia svolgendo l’attività criminosa – sia consentita l’intercettazione di conversazioni o comunicazioni tra presenti, mediante l’installazione di un “captatore informatico” in dispositivi elettronici portatili (ad es., personal computer, tablet, smartphone ecc.).

All’udienza del 28 aprile 2016, la Cassazione, a sezioni unite, ha fornito la seguente soluzione:

Affermativa, limitatamente a procedimenti relativi a delitti di criminalità organizzata, anche terroristica (a norma dell’art. 13 d.l. n. 152 del 1991), intendendosi per tali quelli elencati nell’art. 51, commi 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., nonché quelli comunque facenti capo a un’associazione per delinquere, con esclusione del mero concorso di persone nel reato.

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