Market abuse: inammissibilità delle questioni di costituzionalità e conseguente salvezza del doppio binario sanzionatorio

Articolo scritto da Sara Scapin il 25 Maggio 2016

in Giurisprudenza Penale Web, 2016, 5

corte-costituzionale

Corte Costituzionale, Sentenza n. 102 del 2016
Presidente Grossi, Relatori Lattanzi – Cartabia

La Corte costituzionale, con la recente sentenza n. 102/2016, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate con riferimento all’articolo 187-bis, comma 1, del Decreto Legislativo n. 58/1998 (Testo unico in materia di intermediazione finanziaria, c.d. T.u.f.), che sanziona la manipolazione del mercato (c.d. market abuse).

La questione di illegittimità costituzionale era stata sollevato dalla Corte di Cassazione relativamente alla violazione dell’articolo 117, comma 1, della Costituzione, in relazione all’articolo 4 del Protocollo n. 7 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, relativamente al diritto a non essere giudicati o puniti due volte per il medesimo fatto illecito (principio del ne bis in idem).

Il lavoro, dopo aver esaminato brevemente l’evoluzione sia dal punto di vista storico che giuridico del market abuse, si concentra sulla rilevanza che ha avuto nella decisione in esame la sentenza Grande Stevens del 2014 della Corte europea dei diritti dell’uomo, sulle argomentazioni con cui la Consulta ha tratto nuovamente in salvo il doppio binario sanzionatorio, nonché sulle conseguenze che tale decisione avrà, in futuro, per il nostro ordinamento penale.

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