Profili critici e conseguenze pratiche della decisione della Grande Camera sulle misure di prevenzione

Articolo scritto da Matteo De Longis il 7 maggio 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 5 – ISSN 2499-846X

a cura di Matteo De Longis e Caterina Fatta

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Grande Camera, 25 febbraio 2017
De Tommaso c. Italia, n. 43395/09

Gli Autori commentano la pronuncia De Tommaso c. Italia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo secondo cui l’applicazione di una misura di prevenzione personale sulla base delle fattispecie di c.d. pericolosità generica viola l’art. 2 prot. 4 della Convenzione; le norme di cui all’art. 1 legge 1423/1956 – oggi art. 1 d.lgs. 159/2011 – non sono qualificabili come “disposizioni legislative” nel senso convenzionale del termine per difetto di precisione, determinatezza, prevedibilità.

Identico giudizio di indeterminatezza colpisce la norma di cui all’art. 5 legge 1423/1956 nella parte in cui prevede che venga imposta al prevenuto di “vivere onestamente”, “rispettare le leggi” e “non dare ragioni di sospetti”.

Come citare il contributo in una bibliografia:
M. De Longis – C. Fatta, Profili critici e conseguenze pratiche della decisione della Grande Camera sulle misure di prevenzione, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 5

Parole chiave: , ,

Categorie: ARTICOLI, CONTRIBUTI, DA STRASBURGO, DIRITTO PENALE, Global Perspectives, IN PRIMO PIANO