D. Lgs. 90 del 2017 (attuazione IV Direttiva Antiriciclaggio): sviste (e rettifiche) del Legislatore

Articolo scritto da Daniele Piva il 1 luglio 2017

in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 7-8 – ISSN 2499-846X

Come noto, il D. Lgs 25 maggio 2017, n. 90 che recepisce la Direttiva UE 2015/849 (c.d. IV Direttiva Antiriciclaggio) relativa alla “prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo”, è stato pubblicato in G.U. il 19 giugno scorso ed entrerà in vigore il 4 luglio p.v..

Ebbene, l’art. 5 del d.lgs., come pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2017, modifica l’art. 648-quater c.p. attraverso l’eliminazione del riferimento al reato di autoriciclaggio (art. 648-ter1 c.p.) tra quelli per i quali è prevista, in caso di condanna o patteggiamento, la confisca obbligatoria (diretta o per equivalente) del prodotto o del profitto e, nel contempo, sul fronte della responsabilità degli enti sostituisce l’art. 25-octies del D.Lgs. 231/2001 con una disposizione che, nella rubrica e nel testo, non contempla più l’autoriciclaggio (art. 648-ter1 c.p.) tra i reati presupposto.

Pur non essendo chiaro, nell’immediato, se tali modifiche fossero da imputarsi ad una precisa volontà legislativa ovvero fossero il frutto di una grave svista, in data 28 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (serie generale n. 149) un comunicato di rettifica volto a “correggere”, tra l’altro, le predette previsioni: sicché, l’autoriciclaggio rimarrebbe fonte di responsabilità per le persone giuridiche, senza soluzione di continuità, seguitando, altresì, a doversi applicare la confisca obbligatoria o per equivalente del relativo prodotto o profitto.

Sennonché, in tal modo, i problemi non sembrerebbero affatto risolti in quanto il potere di rettifica risulta esercitato in assenza dei relativi presupposti, producendo, peraltro, effetti penali in malam partem.

L’art. 8, comma 2, del D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sulla emanazione dei decreti del presidente della repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della repubblica italiana) dispone, infatti, che «gli errori e le omissioni vengono rettificati nei casi e secondo le modalità previsti dal regolamento di esecuzione del presente testo unico» (D.P.R. del 14 marzo 1986, n. 217), il quale, invero, consente la rettifica nelle sole ipotesi di errori di stampa influenti sul contento normativo degli atti pubblicati (art. 14) e difformità tra il testo di un atto normativo promulgato o  emanato  dal Presidente della Repubblica e quello effettivamente approvato dal Parlamento o dal Consiglio dei  Ministri (art. 15).

Nel caso di specie, tuttavia, non ricorre un mero errore di stampa in quanto, piuttosto, scompare, in ben tre punti, il riferimento espresso all’art. 648-ter1 c.p., né, tantomeno, vi è difformità tra testo promulgato e testo approvato dal Consiglio dei Ministri. Pertanto, alla rettifica dovrebbe non riconoscersi alcun effetto, specie perché di sfavore.

Semmai, dati i tempi, si dovrebbe provvedere, entro il 4 luglio (data di entrata in vigore del d.lgs. 90/2017) con un Decreto Legge “ad hoc, attesa la sussistenza dei presupposti di necessità e di urgenza dell’art. 77 Cost., dal momento che, altrimenti, la disposizione entrerebbe in vigore così come dapprima pubblicata nella G.U. del 19 giugno 2017 (e non validamente rettificabile, per quanto sopra esposto) producendo, anche in caso di eventuale successiva modifica con duplice reintroduzione dell’autoriciclaggio, gli effetti intertemporali tipici della lex mitior in conseguenza, rispettivamente, del regime della successione di leggi di cui all’art. 3, D.lgs. 231/2001 e della natura sanzionatoria della confisca di cui all’art. 648-quater c.p. che la sottopone alla disciplina degli artt. 3, 25 Cost.,  2 c.p., oltre che 7 CEDU.

Come citare il contributo in una bibliografia:
D. Piva, D. Lgs. 90 del 2017 (attuazione IV Direttiva Antiriciclaggio): sviste (e rettifiche) del Legislatore, in Giurisprudenza Penale Web, 2017, 7-8

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