Le sfide del DDL anticorruzione: effettività, proporzione e rieducazione all’insegna del “chi sbaglia paga, l’onestà conviene”

Articolo scritto da Daniele Piva il 17 ottobre 2018

in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10 – ISSN 2499-846X

Il Disegno di legge 1189 (recante Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione) – già commentato su questa Rivista da R. Cantone, Ddl Bonafede: rischi e opportunità per la lotta alla corruzione, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10 – approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 settembre e presentato alla Camera dei Deputati il 24 settembre scorso dallo stesso Ministro della Giustizia, nei suoi 12 articoli colpisce al cuore la corruzione sul versante sostanziale, investigativo e processuale.

Piacciano o meno le soluzioni nel merito, per molti versi originate dall’esigenza di adempiere obblighi internazionali rimasti ancora disattesi nonché di superare i rilievi mossi dal GRECO da ultimo nell’Addenda al Second Compliance Report del 18 giugno scorso, esso interviene sui punti nevralgici della materia ossia la difficoltà della scoperta del pactum sceleris e l’efficacia deterrente del sistema sanzionatorio nel suo complesso. L’idea di fondo è che ogni inasprimento sanzionatorio, sia pur nella prospettiva ex nunc derivante dal vincolo di irretroattività, è destinato a rimanere privo di effettività se non accompagnato da efficaci strumenti di prevenzione e accertamento dei reati.

Rispetto alla stagione delle riforme inaugurata dalla L. 190/2012 (cui è seguita la L. 69/2015) – che pure ha prodotto buoni frutti come dimostra l’ultimo Report di Transparency International pubblicato il 12 settembre scorso che annovera l’Italia tra i paesi che meglio hanno attuato la Convenzione OCSE contro la corruzione internazionale – il messaggio del governo del cambiamento sta in questo: nella duplice prospettiva dell’ante e post delictum aumentano in modo esponenziale i rischi di una pena effettiva da scontare, in modo che risulti premiale non delinquere. Per usare uno spot: chi sbaglia paga, l’onestà conviene.

Come citare il contributo in una bibliografia:
D. Piva, Le sfide del DDL anticorruzione: effettività, proporzione e rieducazione all’insegna del “chi sbaglia paga, l’onestà conviene”, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 10

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